26 novembre 2011

Il Vesuvio cresce di 4 millimetri l’anno

Secondo i recenti studi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Vesuvio si innalzerebbe in media di 4 millimetri l’anno. L’importante scoperta è stata fatta analizzando le rocce e i fossili nella zona del sito archeologico di Ercolano che hanno permesso di ricostruire la storia del vulcano che negli ultimi 20 mila anni si sarebbe alzato di 80 metri. “Ground movement at Somma–Vesuvius from Last Glacial Maximum” è una ricerca svolta dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sull’innalzamento del Vesuvio i cui risultati sono stati pubblicati il 20 ottobre sulla rivista Journal of Volcanology and Geothermal Research. Il team di ricerca ha estratto dei campioni di roccia nella zona del sito archeologico di Ercolano, 7 chilometri a ovest dal cratere del Vesuvio. Studiando i sedimenti marini e vulcanici presenti nei campioni, i geofisici sono stati in grado di determinare i movimenti di innalzamento del vulcano. L’analisi dei fossili all’interno dei campioni ha infatti permesso di ricostruire gli ambienti attorno alla montagna e di evidenziare le varie fasi di crescita del vulcano, constatando che il Vesuvio ha alternato periodi più turbolenti a periodi di quiete. Unendo a questi risultati l’analisi dei vari strati dei campioni, i geofisici sono giunti alla conclusione che il Vesuvio si sarebbe alzato in media di 4 millimetri ogni anno, ovvero di 80 metri negli ultimi 20mila anni. Il fenomeno è dovuto alla pressione di gas e magmi che si accumulano a circa 20 chilometri di profondità sotto il vulcano. Articolo di Pamela Calufetti,  tratto da Montagna.tv. Foto dal web.

13 novembre 2011

Vesuvio escluso dalle Sette Meraviglie del Mondo

Il Vesuvio non ce l'ha fatta: il vulcano è stato escluso dalla lista delle Sette Meraviglie del Mondo, scavalcato nel concorso da altre bellezze naturalistiche. L'esito del concorso new7wonders appariva già scontato: il Vesuvio è stato relegato nella parte bassa della classifica. "Non poteva essere altrimenti", ha commentato Giuseppe Capasso, presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio. "A differenza delle altre Nazioni coinvolte che hanno promosso campagne di comunicazione e sensibilizzazione con la partecipazione di testimonial d'eccellenza - ha affermato Capasso -, il disinteresse dimostrato dalle principali Istituzioni napoletane e la scarsa promozione dell'evento hanno pregiudicato una positiva affermazione del Vesuvio tra le nuove 7 Meraviglie del Mondo. Il Vesuvio, unico sito italiano tra i 28 finalisti, avrebbe meritato ben altra considerazione. Il Governo, la Regione e la Provincia hanno sottovalutato l'importanza del concorso che insieme all'America's Cup avrebbe certamente stimolato il flusso dei visitatori". Per il presidente del Parco l'esito del new7wonders "sembra una triste premonizione per quanto sta accadendo in Italia per le aree protette ed in particolare per il Parco Nazionale del Vesuvio che sta letteralmente morendo di inedia con il rischio di un neocentralismo delle politiche di tutela e di valorizzazione delle aree protette". Articolo tratto da MetropolisWeb.

11 agosto 2011

Vota Vesuvio: il vulcano candidato a meraviglia naturale mondiale

Il vulcano che sovrasta la nostra città e che la rende più unica che rara è l’unico candidato italiano a diventare una delle sette meraviglie naturali del mondo. Il Vesuvio figura infatti tra le 28 bellezze mondiali arrivate in finale in questo concorso ideato dalla NewOpenWorld Corporation con lo scopo di individuare le sette meraviglie naturali del globo terrestre. Accanto al nostro vulcano figurano addirittura eccezionalità come la Foresta Amazzonica, Il Grand Canyon, le Galapagos, le Maldive e il Mar Rosso, insomma una sfida tra veri titani, tra i quali però il Vesuvio non sfigura certamente. A vincere l’agognato titolo saranno le meraviglie che al termine del concorso, fissato per l’11 novembre 2011, avranno raccolto il maggior numero di voti. Le votazioni si svolgeranno esclusivamente on line e tutte le informazioni sulle modalità di svolgimento sono reperibili sul sito della Provincia di Napoli (o direttamente al sito http://www.new7wonders.com/voting-trends). Proprio l’amministrazione provinciale ha infatti promosso un’iniziativa chiamata “VOTA Vesuvio: un voto per l’Italia”, realizzando anche uno spot in cui il testimonial d’eccezione (a titolo gratuito) è Peppino di Capri. Lo scopo della Provincia è quello di far partire una campagna di sensibilizzazione indirizzata a tutti gli italiani, compresi i residenti all’estero, affinché si voti per la nostra eccezionale bellezza nazionale, come simbolo dell’Italia unita e solidale, fiera delle proprie punte di prestigio e del proprio immenso patrimonio naturale distribuito su tutto il territorio, che non ha ragione di temere rivali in nessuna parte del mondo. A questo proposito, l'assessore all'Ambiente Giuseppe Caliendo, grande sostenitore dell'iniziativa, ha dichiarato: "Il Vesuvio narrato come montagna amica, divina, capace di ammaliare con la sua inafferrabile bellezza, oggi può offrire non solo ai napoletani, ma a tutti i cittadini italiani ed ai milioni di italiani nel mondo, una straordinaria occasione di riscatto. Con lo spot lo aiuteremo a vincere e quindi a far vincere l'Italia". Anche per il presidente della Provincia Luigi Cesaro si tratta di una splendida occasione per rilanciare il territorio campano e ribadire che la nostra è una nazione unita ed orgogliosa delle proprie bellezze: "la vittoria del Vesuvio garantirà riqualificazione culturale, ambientale, turistica e socio-economica per il nostro territorio. Confido per questo nella sensibilità e nella partecipazione attiva non soltanto di tutti i cittadini campani, ma di tutti gli italiani, che ancora una volta sapranno essere coesi come espressione di unità nazionale, soprattutto in considerazione che tale votazione ricade nella ricorrenza del 150 Anniversario dell'Unità d'Italia". Dall’amministrazione provinciale arrivano, inoltre, particolari ringraziamenti a Peppino di Capri, che ha sostenuto la candidatura del Vesuvio, indicandolo come simbolo perfetto dell’Italia, ricca di storia, arte e bellezze architettoniche. Nel video dello spot le immagini sono cullate, non a caso, dalle note della canzone "Il sognatore”. Infine, plausi arrivano anche dal Ministero dell’Ambiente tramite il ministro Prestigiacomo, alla quale è stato consegnato il video il 29 luglio scorso, in occasione della sua visita a Napoli per la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa a sostegno della raccolta differenziata. Il Ministro ha infatti dichiarato che il Ministero dell'Ambiente si rende disponibile alla divulgazione del video sul territorio nazionale. Articolo tratto da NapoliToday. Foto dal web.

10 luglio 2011

Stazione Cook, presto una convenzione

Primi segnali positivi per il recupero della stazione Cook, il capolinea dello storico «trenino rosso del Vesuvio» che collegava la parte alta di Ercolano con l’area a ridosso del cratere. Da anni in stato di abbandono, nonostante progetti faraonici ed addirittura l’inaugurazione ufficiale alla presenza delle autorità regionali, la stazione Cook è stata oggetto di una battaglia della Pro loco Herculaneum che da tempo ne chiede il recupero. In questi giorni, il caso è approdato in Consiglio regionale grazie a un’interrogazione urgente di Ugo De Flaviis, volto a conoscere quali provvedimenti si intendano adottare per la riapertura o per un diverso immediato utilizzo della stazione Cook. Harisposto l’assessore regionale ai Trasporti, Sergio Vetrella, che ha garantito che le procedure di affidamento del progetto definitivo del trenino rosso del Vesuvio sono in corso e che, in tempi, brevi, si dovrebbe procedere alla sottoscrizione di una convenzione con i progettisti. L’interessamento da parte della giunta regionale è visto con soddisfazione dai vertici della Pro loco Herculaneum: «Si tratta di un primo importante passo verso il recupero di una struttura dall’enorme valore storico e dalle inestimabili potenzialità turistiche - ammette il presidente Domenico Cuciniello -. È doveroso intervenire sulla stazione Cook perché, nonostante la ristrutturazione di qualche anno fa, lo stato di abbandono sta favorendo un degrado strutturale e raid di malviventi che hanno praticamente distrutto l’impianto elettrico per poter recuperare i fili di rame». Per provarea ridare vita alla struttura di contrada San Vito, intanto, sono state avviate dall’Ente parco delle trattative per portare nella stazione Cook qualche evento culturale della stagione estiva in Campania. Molto probabile un accordo con l’organizzazione del Pomigliano Jazz Festival. Articolo tratto da Il Mattino del 9 Luglio 2011. Foto Vesuvioinrete.it.

26 giugno 2011

Ercolano, ex Stazione Cook: qualcosa si muove

Dopo la denuncia dei media e della Pro loco Herculaneum, si riaccendono i riflettori sulla ex stazione Cook .Il presidente Leone: «Riapriremo subito la stazione per eventi esterni anche a luglio» Pochi giorni fa, Ugo Leone, Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, ha convocato, presso la sede di Ottaviano, una prima riunione per “raccogliere proposte per l’utilizzo e l’affidamento della stazione Cook”. La struttura, ridotta ad un rudere, era stata acquistata e rimessa a nuovo dall’ente parco per 2 milioni di euro. Nel 2008 terminati i lavori di ristrutturazione, a seguito di un protocollo di intesa tra Parco Regione e Provincia, la Cook doveva essere il cuore del rilancio del Vesuvio. Con un project financing di 63,7 milioni di euro, promosso dalla Regione, la stazione sarebbe stata entro il 2013 il punto di partenza del “Trenino rosso del Vesuvio”, un progetto totalmente ecosostenibile che avrebbe dovuto ricalcare il vecchio percorso dell’ex cremagliere Cook. Non solo tutto ciò non è stato realizzato, ma la struttura è stata abbandonata ed è divenuta oggetto di raid vandalici. «L’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile è costata al parco circa 2 milioni di euro. Avevamo pensato di affidare la struttura al Comune di Ercolano- aveva spiegato ai nostri taccuini il presidente del Parco del Vesuvio, Ugo Leone- ma il progetto non è partito. È nostra preoccupazione trovare una soluzione, per questo abbiamo già inserito come punto all’ordine del giorno il riutilizzo della Cook. Non abbiamo i mezzi economici per salvaguardarla e dalla Regione sembra tutto bloccato. L’unica soluzione sarebbe renderla immediatamente operativa, trasformandola in un’area espositiva o in un centro polifunzionale». A rispondere all’appello del presidente Leone, sono stati il Comune di Ercolano, la Pro loco Herculaneum, associazioni del settore e cooperative. «L’esito della discussione del primo incontro è stato interessante- ha commentato Ugo Leone- Molte sono le proposte dei soggetti coinvolti, nonostante la consapevolezza dei problemi». Il parco del Vesuvio provvederà alla messa in sicurezza dei locali vandalizzati, così come sta già facendo per un’altra struttura vandalizzata. «Siamo aperti a quante più manifestazioni di interesse ed idee possibili- ha concluso Leone- Al momento vogliamo aprire al più presto gli spazi della stazione. Stiamo valutando la possibilità di utilizzare l’area esterna per eventi, concerti e cineforum anche dal mese di luglio. Invito tutti i cittadini ad auto eleggersi custodi della stazione, che è un bene comune». Articolo di Rachele Tarantino, tratto da "Il Mediano" del 25 giugno 2011.

23 maggio 2011

Un vulcanico spreco

Il servizio di Striscia andato in onda il 18 Maggio 2011 e un servizio del Corriere del Mezzogiorno del 25 Marzo 2011:




16 maggio 2011

Vesuvio bomba per tutta l'Europa

Il ticchettio non lo sentiamo neanche più, abituati come siamo a considerare il Vesuvio soltanto come parte del panorama; immagine da cartolina che la rivista Nature (ripresa dal National Geographic) smonta ricordando che il vulcano che domina il golfo di Napoli è «la bomba a orologeria d’Europa». Secondo Nature il rischio Vesuvio è sottovalutato, così come lo era l’ipotesi di un terremoto disastroso in Giappone. La prossima eruzione potrebbe essere peggiore di quanto prevista dal piano d’emergenza. La giornalista Katherine Barnes, autrice del servizio, raccoglie diversi studi e li mette a confronto. Il punto di partenza è rappresentato dagli studi del team di Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano, che assieme ad altri studiosi già nel 2006 indagò sulla cosiddetta eruzione delle Pomici di Avellino, l’evento che circa 3.800 fa devastò l’intera Campania, con effetti ancora più disastrosi della successiva eruzione di Pompei del 79 d.C. Il primo dato riguarda l’area da ritenere a rischio. La zona rossa comprende attualmente 18 comuni e circa 600mila residenti. Nature mette in discussione in piano di evacuazione e d’intervento. «Quando si appronta un piano di emergenza – sottolinea la rivista scientifica - occorre tener conto anche del cosiddetto ”worst-case scenario” cioè del peggiore caso possibile». Ed in effetti l’eruzione del Vesuvio con caratteristiche altamente distruttive metterebbe letteralmente in ginocchio non solo la Campania ma lo stesso sistema nazionale e, di conseguenza, l’intera Unione europea. Nature cita a proposito la teoria dei «cigni neri», vale a dire eventi poco probabili ma potenzialmente devastanti. Ma quali sono gli elementi che creano allarme? Mastrolorenzo e la sua collega Lucia Pappalardo hanno ipotizzato, sulla base di una serie di indagini sismologiche, l’esistenza di una vasta camera magmatica a circa 8-10 chilometri di profondità sotto il Vesuvio; segno di un possibile risveglio violento del vulcano. Lo studio ribadisce la possibilità che i flussi colpiscano anche al di là della cosiddetta «zona rossa», della quale da anni lo stesso Mastrolorenzo chiede l’estensione all’intera area urbana di Napoli, il che imporrebbe un’evacuazione di tre milioni di persone invece delle 600mila attualmente previste. Nature ha, quindi, interpellato anche i rappresentanti del dipartimento della Protezione Civile che ribattono come il piano di emergenza sia in continuo aggiornamento e che la valutazione del rischio viene compiuta «sulla base delle condizioni presenti del vulcano». Secondo il vulcanologo Warner Marzocchi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia «non si può investire tutto in previsione del peggiore evento possibile: la riduzione del rischio deve basarsi su presupposti razionali. Un’evacuazione di tutti i tre milioni di abitanti dell’area urbana di Napoli sarebbe impossibile da gestire». Mazzocchi e i suoi colleghi, segnala Nature, stanno sviluppando una serie di modelli probabilistici che potrebbero aiutare le autorità a valutare la situazione e a decidere le possibili soluzioni in caso di crisi. Un metodo simile a quello utilizzato dall'équipe di Peter Baxter dell’Università di Cambridge in occasione dell’eruzione avvenuta nel 1997 sull’isola di Montserrat, nei Caraibi. Le previsioni di Baxter consentirono di evitare l’evacuazione dell'intera isola. Per il Vesuvio, Baxter e i suoi colleghi hanno approntato un modello di previsione che tiene conto dei possibili scenari in caso di eruzione. In base allo studio, un’eruzione media come quella del 1944, con flussi di lava e moderate emissioni di cenere, resta l’evento più probabile. Qualora il vulcano dovesse risvegliarsi, la probabilità che lo faccia con un’eruzione pliniana, devastante come quelle di Pompei o di Avellino, viene calcolata intorno al 4%. Un simile approccio probabilistico, conclude l’articolo di Nature, sembra l’unico a disposizione di autorità e studiosi, in mancanza di sistemi più accurati per prevedere le eruzioni. Articolo di Salvo Sapio, da Il Mattino del 15 Maggio 2011.